Un Conciliatore per tutti

Centralizzate le funzioni di giustizia alternativa. Anche l’Ombudsman – Giurì bancario fa capo all’Associazione che si occupa di conciliazione ed arbitrato. Varato il nuovo sito www.conciliatorebancario.it

Fonte: Bancaforte La Rivista ABI sulla Sicurezza e l'Innovazione Tecnologica. Clic per maggiori informazioni., ABI, Luglio 2007

di Ildegarda Ferraro

Un centro di gravità permanente. Non generico ma specializzato. Dedicato totalmente alla giustizia alternativa. È il quadro che emerge dopo gli ultimi passi. Dal 1º giugno sono infatti riuniti in un’unica struttura tutti i mezzi di sistema per risolvere le possibili questioni tra cliente e banca. Al Conciliatore Bancario, l’Associazione nata di recente su iniziativa dei primi dieci gruppi bancari con il patrocinio dell’ABI, è venuta a far capo anche la gestione dell’accordo Ombudsman. I consumatori e le imprese hanno dunque a disposizione un punto centralizzato di contatto per affrontare tutti i possibili aspetti del rapporto con la banca. Con questo passaggio si punta a esprimere a livello di settore un’associazione di categoria specializzata a gestire sistemi di soluzione stragiudiziale delle controversie con i clienti.

L’Ombudsman – Giurì bancario continua ad essere il giudice gratuito a cui rivolgersi per ogni questione economica esaminata ma non risolta dall’Ufficio reclami della banca. L’Ombudsman dunque non cambia la sua azione. La novità è che la gestione del suo funzionamento passa al Conciliatore Bancario.

Oltre a gestire l’Ombudsman – Giurì bancario, il Conciliatore Bancario si occupa di altre forme di Alternative Dispute Resolution (ADR). Si può infatti chiedere che sia attivata la conciliazione, ossia la procedura guidata da un professionista indipendente per tentare di far giungere le parti ad un accordo rapido ed economico, oppure l’arbitrato, diretto a chiudere una controversia con l’intervento di un esperto, l’arbitro, cui viene affidato il compito di giudicare.

<<Abbiamo lavorato per concentrare in un’unica struttura tutti gli strumenti per risolvere le questioni tra banca e cliente>> Ha chiarito il Presidente del Conciliatore Bancario, Corrado Conti. <<Vogliamo essere un centro di attenzione e di promozione della giustizia alternativa, che dà risposte concrete e rapide. Il passaggio determinante è che tutti siano messi in condizione di conoscere e quindi di attivare le vie più semplici per risolvere una questione. Siamo pronti ad impegnarci su questa strada>>.

Proprio per lavorare sul terreno della diffusione degli strumenti di soluzione stragiudiziale delle controversie è stato varato il sito del Conciliatore Bancario. Tutte le informazioni utili nella forma più facile sono a disposizione on line all’indirizzo www.conciliatorebancario.it. È a disposizione un piccolo notiziario su quanto viene diffuso da internet in tema di giustizia alternativa, arbitrato, conciliazione, ombudsman. Il notiziario si autocompone e scorre sulle varie pagine del sito. Dall’home page è possibile scaricare la brochure in italiano ed una breve presentazione in inglese. Specifiche pagine sono dedicate all’Ombudsman – Giurì bancario, alla conciliazione e all’arbitrato. Nella sezione news, oltre a comunicati e rassegna stampa, al capitolo approfondimenti è possibile seguire in audio e video le varie sezioni dell’incontro di presentazione del Conciliatore Bancario. In questo capitolo si può leggere un testo, ma anche seguire con l’immediatezza della lingua parlata un intervento. La pagina dei link rappresenta un ponte lanciato verso i centri che si occupano di giustizia alternativa.

Si è puntato su contenuti semplici e di immediata comprensione, per tutti. La diffusione della giustizia alternativa ha un positivo impatto sociale, permettendo di chiudere in tempi brevi le controversie. E ciò può avere ricadute positive nella vita di ognuno, ma anche in termini collettivi sullo snellimento della giustizia. Il sito nasce con l’obiettivo di rivolgersi a tutti, ma anche con quello di offrire ai conciliatori sul territorio la possibilità di sentirsi oltre che essere parte di un sistema. Di qui il lavoro per mettere a punto informazioni chiare a disposizione innanzitutto agli utenti. Il secondo livello di attenzione è quello degli addetti ai lavori, sia in termini di correttezza dei testi, sia di ricchezza di riferimenti tecnici. In ultimo il sito vuol essere un luogo di promozione della giustizia alternativa.

Cinque milioni di processi civili pendenti. Molti anni per la conclusione di un processo. Bastano questi dati per capire il peso delle questioni all’ordine del giorno nel campo della giustizia. Le risposte per snellire le procedure e garantire una giustizia più rapida ed effettiva dovranno passare attraverso servizi in grado di offrire alternative alla soluzione delle controversie. Il successo della giustizia alternativa sarà un tassello importante del quadro complessivo. Permetterà di contare su tempi brevi, prezzi contenuti e risposte sicure. Il Conciliatore Bancario nasce con una forte connotazione locale ed è operativo in tutte le regioni.




Una giustizia rapida e poco costosa. Ecco che cos’è e come funziona il nuovo organismo che snellisce e rende più funzionale la risoluzione delle controversie. Nelle parole di Corrado Conti, Presidente del Conciliatore Bancario.

    1. In cosa consiste la conciliazione e a quali esigenze risponde?
      La conciliazione è un modo per risolvere una controversia affidando ad un terzo indipendente il compito di agevolare un accordo tra le parti. Il conciliatore è un esperto ma non è un giudice, ossia non è chiamato a dare ragione o torto ad una parte o all’altra. Le esigenze sono quelle di garantire una giustizia rapida e poco costosa.
    2. Chi è il Conciliatore Bancario?
      È un’associazione, riconosciuta dal Ministero della Giustizia, che offre vari modi per affrontare e risolvere le questioni che possono sorgere tra il cliente e la banca. La conciliazione è solo uno dei diversi servizi messi a disposizione con l’obiettivo di chiudere in tempi brevi le controversie.
    3. Come funziona la conciliazione?
      Una o entrambe le parti chiedono al Conciliatore Bancario di organizzare l’incontro di conciliazione. La procedura prevede tempi molto brevi. Il Conciliatore Bancario può organizzare quanto è necessario su tutto il territorio nazionale, con l’intervento di “pacieri” indipendenti, sulla base del regolamento vigente. La conciliazione si deve concludere entro 60 giorni lavorativi dalla prima riunione. L’accordo raggiunto ha un valore vincolante per le parti. Se l’accordo non viene raggiunto è sempre possibile chiedere l’intervento di un arbitro oppure ricorrere al giudice.
    4. Quali sono le caratteristiche della conciliazione prevista dalla legge sugli “organismi di conciliazione”?
      L’elemento di maggior peso di questo particolare tipo di conciliazione è che l’accordo raggiunto può essere omologato dal Tribunale e diventare titolo esecutivo. In altri termini, in caso di mancato rispetto dell’accordo si può chiedere che sia data immediata esecuzione a quanto risulta dal verbale di conciliazione. La riforma del processo societario del 2003 ha stabilito che gli “organismi di conciliazione” costituiti da privati o da enti pubblici possano risolvere le controversie in materia societaria, bancaria e finanziaria. Il Ministero della Giustizia ha previsto che i conciliatori debbano avere, oltre a quelli di onorabilità, particolari requisiti professionali, come essere professori universitari in materie economiche e giuridiche, oppure professionisti iscritti ad albi professionali da almeno 15 anni o magistrati in pensione. In alternativa, il conciliatore deve avere una specifica formazione raggiunta attraverso corsi tenuti da enti pubblici, università o enti accreditati presso il Ministero della Giustizia. Per quanto riguarda i costi, il conciliatore riceve per il suo incarico un corrispettivo pagato da entrambe le parti sulla base di tariffe approvate dal Ministero della Giustizia.
    5. Quali sono stati i passi che hanno portato allo sviluppo della conciliazione in banca e alla nascita del Conciliatore Bancario?
      Fin dall’inizio degli anni ’90 le banche hanno puntato ad offrire ai clienti la possibilità di risolvere rapidamente le controversie. L’obiettivo è sempre stato quello di trovare una facile strada per trasformare e superare velocemente un momento di mancato accordo. Di qui la nascita dell’Ufficio reclami, sorto in ogni banca per garantire una prima verifica della questione. Nel 1993 nasce l’Ombudsman – Giurì bancario per assicurare un giudice di appello, cui rivolgersi gratuitamente contro le decisioni dell’Ufficio reclami della banca che non siano ritenute soddisfacenti.
      Gli ultimi anni vedono un generale e costante rafforzamento della giustizia alternativa, ossia di forme di giustizia che non richiedono l’intervento della magistratura. Seguendo questa prospettiva nasce il “Conciliatore Bancario – Associazione per la soluzione delle controversie bancarie, finanziarie e societarie – ADR” (Alternative Dispute Resolution), cui – oltre all’Ombudsman - viene affidato anche il compito di attivare procedure per l’arbitrato e di operare come “organismo di conciliazione”.
    6. Quali sono i professionisti che si occupano di conciliazione bancaria?
      Il conciliatore è una persona, spesso un professionista, cui viene affidato il compito di far trovare alle parti di una controversia un punto di incontro tra le diverse ragioni in campo. L’obiettivo è quello di raggiungere un accordo e di evitare il ricorso al giudice. I nostri conciliatori sono persone particolarmente esperte nel campo bancario, finanziario e societario, settori nei quali hanno maturato una significativa esperienza professionale.