FAQ - Domande e Risposte sulla Conciliazione

1. Che cosa è la conciliazione?È un modo per risolvere una controversia affidando ad un terzo indipendente il compito di agevolare il raggiungimento di un accordo tra le parti. Il conciliatore è un esperto ma non è un giudice, ossia non è chiamato a dare ragione o torto ad una parte o all'altra.

2. Come funziona? Una o entrambe le parti richiedono al Conciliatore BancarioFinanziario di organizzare l'incontro di conciliazione. La procedura prevede tempi molto brevi. Il Conciliatore BancarioFinanziario può organizzare quanto è necessario su tutto il territorio nazionale, con l'intervento di "pacieri" indipendenti, sulla base del regolamento vigente. La conciliazione si deve concludere entro 60 giorni lavorativi dalla prima riunione. L'accordo raggiunto ha un valore vincolante per le parti. Se l'accordo non viene raggiunto è sempre possibile chiedere l'intervento di un arbitro oppure ricorrere al giudice.

3. Che differenze ci sono con l'arbitrato?La conciliazione è la procedura per far raggiungere alle parti stesse un accordo. L'arbitrato è invece un giudizio emesso da un privato (esperto nella materia), non da un giudice ordinario, al quale le parti decidono di rivolgersi per risolvere una questione. Nella conciliazione non c'è una sentenza, nell'arbitrato invece una parte avrà ragione ed una no.

4. Quali sono le caratteristiche della conciliazione prevista dalla legge sugli "organismi di conciliazione"?L'elemento di maggior peso di questo particolare tipo di conciliazione è che l'accordo raggiunto puòessere omologato dal Tribunale e diventare titolo esecutivo. In altri termini, in caso di mancato rispetto dell'accordo si può chiedere che sia data immediata esecuzione a quanto risulta dal verbale di conciliazione. La riforma del processo societario del 2003 ha stabilito che gli "organismi di conciliazione" costituiti da privati o da enti pubblici possano risolvere le controversie in materia societaria, bancaria e finanziaria. Il Ministero della Giustizia ha previsto che i conciliatori debbano avere, oltre a quelli di onorabilità, particolari requisiti professionali, come essere professori universitari in materie economiche e giuridiche, oppure professionisti iscritti ad albi professionali da almeno 15 anni o magistrati in pensione. In alternativa, il conciliatore deve avere una specifica formazione raggiunta attraverso corsi tenuti da enti pubblici, università o enti accreditati presso il Ministero della Giustizia. Per quanto riguarda i costi, il conciliatore riceve per il suo incarico un corrispettivo pagato da entrambe le parti sulla base di tariffe approvate dal Ministero della Giustizia.

5. Chi è il conciliatore?Il conciliatore è una persona, spesso un professionista, cui viene affidato il compito di far trovare alle parti di una controversia un punto di incontro tra le diverse ragioni in campo. L'obiettivo è quello di raggiungere un accordo e di evitare il ricorso al giudice.

6. Si può chiedere la conciliazione per qualunque questione, qualunque sia il valore contestato, la natura dell'operazione oppure il danno?Sì, a patto che si tratti di diritti disponibili - e quindi certamente no per i diritti della personalità quale, ad esempio, il nome - e naturalmente sempre nel rispetto delle norme penali e di ordine pubblico.

7. Quanto costa in genere una conciliazione?Una conciliazione per definizione costa poco e si conclude in breve tempo. I prezzi sono in genere rapportati al valore della controversia.

8. E rivolgersi al Conciliatore BancarioFinanziario? Costa di più o di meno rispetto alla conciliazione offerta da altri?I prezzi sono in linea con quelli delle Camere di Commercio.

9. Perché ci si dovrebbe rivolgere al Conciliatore BancarioFinanziario invece che ad altri? Perché si può preferire andare da uno specialista. Il Conciliatore BancarioFinanziario è specializzato nel campo della banca e della finanza e può attivare su tutto in territorio nazionale una procedura da concludere in soli 60 giorni lavorativi.

10. Siete operativi su tutto il territorio nazionale?Sì. Al nord, al centro e al sud.

11. Alcune banche stanno offrendo la conciliazione. Che differenza c'è con quanto propone il Conciliatore BancarioFinanziario?Le varie proposte sono in linea, tant'è vero che le stesse banche che offrono un servizio analogo sono direttamente impegnate nel Conciliatore BancarioFinanziario. In quel tipo di conciliazione manca l'intervento professionale del terzo indipendente che facilita l'individuazione di un accordo tra le parti. Il Conciliatore può operare in tutta Italia e nei confronti di qualunque banca. In ogni caso la conciliazione è una filosofia, più diventa operante, più è proficua.

12. A chi deve rivolgersi un cliente o una banca per chiedere l'intervento del Conciliatore BancarioFinanziario?Basta scrivere a Conciliatore BancarioFinanziario, via delle Botteghe Oscure, 54 - 00186 Roma. Per informazioni, numero fax: 06 67482250, e-mail: (fare riferimento alla relativa pagina dei contatti).

13. In caso di mancato accordo è comunque sempre possibile rivolgersi al giudice o ad un arbitro?Sì, se non si raggiunge l'accordo si può chiedere l'intervento di un arbitro oppure andare dal giudice.

14. E se una delle parti non si adegua alla conciliazione? Per esempio se dopo aver raggiunto l'accordo una delle parti si rivolge al giudice, sottolineando che le proprie ragioni sono tanto fondate da essere riconosciute anche dall'altra parte proprio nella conciliazione.Il problema naturalmente non si pone per la conciliazione tipica, vale a dire quella prevista con gli "organismi di conciliazione", visto che l'accordo può arrivare ad aver valore di titolo esecutivo. Ciò vuol dire che l'accordo, omologato dal Tribunale, vale come fosse una "sentenza", ossia si può chiedere che gli sia data immediata esecuzione. Con caratteristiche e forza diverse, il discorso vale anche per la conciliazione atipica, ossia quella non disciplinata dalla legge. In quest'ultimo caso l'accordo tra le parti ha valore di contratto e il giudice ne riconosce la forza vincolante.

15. Quanto potrà essere utilizzata la conciliazione, in altri termini, che successo potrà avere?Il successo dipenderà comunque da quanto la filosofia della giustizia alternativa farà breccia nella cultura quotidiana. In ogni caso, l'esperienza del giudice di pace può essere considerata un segno di quanto la conciliazione potrà diventare di uso comune. Il successo sarà comunque un bene per tutti. Per chi avrà bisogno di risolvere una questione, che potrà contare su di una procedura con tempi e costi contenuti, e per chi ha in corso un processo ordinario che potrà sperare in una giustizia più rapida perché meno congestionata.

16. Quanto costa una conciliazione attivata attraverso il Conciliatore BancarioFinanziario?Il costo dipende dal valore della controversia e varia da un minimo di 200 euro, per una lite di valore fino a 5.000 euro, ad un massimo di 10.000, per controversie superiori a 5 milioni di euro. Tali importi servono per pagare il professionista che assiste le parti, mentre al Conciliatore BancarioFinanziario spettano solo 30 euro per spese di segreteria. La tabella indica la spesa in base al valore della lite.

17. Come si entra a far parte dei professionisti del Conciliatore BancarioFinanziario? Quali sono le caratteristiche per essere conciliatore?Il Conciliatore BancarioFinanziario chiede al professionista di diventare uno degli esperti che operano regione per regione. Circa le caratteristiche, il Ministero della Giustizia ha previsto - con decreto n. 222/2004 – i titoli e le competenze che devono possedere i conciliatori. Si tratta di:

a) requisiti di qualificazione professionale. I conciliatori devono essere: 1) professori universitari in discipline economiche o giuridiche, oppure 2) professionisti iscritti ad albi professionali nelle medesime materie (e, quindi, possono essere avvocati, commercialisti, notai) con anzianità di iscrizione di almeno quindici anni, oppure 3) magistrati in quiescenza. In alternativa, il conciliatore deve essere in possesso di una specifica formazione acquisita tramite la partecipazione a corsi di formazione tenuti da enti pubblici, università o enti privati accreditati presso il Ministero della Giustizia;
b) requisiti di onorabilità:
· non aver riportato condanne definitive per delitti non colposi o a pena detentiva, anche per contravvenzione;
· non aver riportato condanne a pena detentiva, applicata su richiesta delle parti, non inferiore a sei mesi;
· non essere incorso nell'interdizione perpetua o temporanea dai pubblici uffici;
· non essere stato sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza;
· non aver riportato sanzioni disciplinari diverse dall'avvertimento.

Oltre ai questi requisiti legali, è importante che i professionisti del Conciliatore BancarioFinanziario siano persone di prestigio, competenti nel diritto bancario, finanziario e societario e che abbiano doti caratteriali adeguate alla mediazione, ossia alla capacità di saper conciliare posizioni spesso distanti tra di loro.
Il conciliatore, inoltre, deve avere a disposizione un luogo in cui svolgere la conciliazione (ad esempio il proprio studio professionale, purchè l'ambiente risulti adeguato a tale tipo di attività), nonché il supporto informatico in grado di colloquiare rapidamente con l'Associazione.
Ai conciliatori viene chiesto un impegno di formazione. Inizialmente si tratta di un corso sulle specifiche tecniche di conciliazione; successivamente si terranno periodici incontri di aggiornamento.